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VALFLEX e il punto dell’esperto (4)​

Il viaggio nel mondo del sonno ci ha condotti alla scoperta dei grandi benefici ottenibili da un’adeguata cura e attenzione riservata a questo importante momento della vita.

Abbiamo scoperto che è fondamentale dedicare all’atto del dormire un terzo della nostra giornata, e a farlo correttamente, per evitare disturbi come insonnia, stanchezza, irritabilità, e al contempo, potenziare gli effetti positivi del riposo: maggiore concentrazione, più elevati livelli di memoria, di creatività e un più alto grado di prestazioni cognitive, comportamentali e affettive.

Abbiamo appreso che “si dorme a 5 sensi” e che suoni e odori, se opportunamente scelti, possono favorire un maggior benessere; basti pensare, ai vantaggi delle macchine sonore, piuttosto che ai miglioramenti ottenuti con l’impiego di essenze come la lavanda, l’aloe vera o il bergamotto.

Con l’avvicendarsi delle stagioni, abbiamo compreso quanto sia importante gestire in modo diverso la messa a letto, da un lato, nei periodi caldi, quando la principale preoccupazione deve essere quella di favorire l’abbassamento della temperatura corporea, per regolare la produzione di melatonina, alleata preziosa del riposo; e dall’altro, nei periodi freddi, quando la massima attenzione va riservata a contrastare i classici sintomi da cambio di stagione, come apatia, inappetenza e insonnia, attraverso l’assunzione di più vitamina D, per sfruttarne le potenzialità ormonali ad essa collegate.

Se è vero che la dieta soporifera ha bisogno di puntuali personalizzazioni, in base al cambio di clima, è altrettanto vero che va declinata anche in relazione all’età.

Per i bambini in età scolare sono consigliate le 10 ore a notte, che scendono a circa 8 ore e mezzo, man mano che essi crescono, fino all’avvento dell’età adulta, dopo la maggiore età, in cui le ore consigliate si attestano ad 8.

Vero anche che, fattori della società odierna, come la maggiore esposizione a fonti di energia elettromagnetica, la sovraesposizione alle tecnologie informatiche e della comunicazione, (televisione, computer, smartphone) una maggiore quantità di attività extra-scolastiche, e una sempre più tardiva messa a letto (le 23.00 circa, di oggi, contro le 21.00, di non più tardi di 10 anni fa), impongono una riflessione più attenta e coscienziosa sulla gestione e organizzazione familiare di un momento così cruciale come il sonno.

“E’ come se non dessimo loro la possibilità di sognare” afferma Rafael Pelayo, specialista esperto e studioso del bioritmo dei teenager, che sollecita una riflessione sulla necessità di preservare il sonno dei giovanissimi, specie quello più produttivo e riposante della fase REM che, giungendo troppo tardi nella scaletta giornaliera, sta inficiando gli effetti del riposo, in termini di efficienza, prontezza di riflessi e capacità di elaborazione, durante le attività diurne quotidiane.

Il tema è diventato così importante che l’intera comunità scientifica se n’è interessata sempre più di sovente negli ultimi 10 anni; basti pensare, al Teen Sleep, progetto curato dall’University of Oxford, con l’obiettivo di dimostrare che, slittando l’orario di inizio delle lezioni, il rendimento scolastico cresce. Un progetto, e non l’unico, orientato ad accendere i riflettori sulla necessità di riequilibrare il ritmo sonno-veglia, in una società come quella contemporanea che, nel giro di pochi anni, grazie all’avvento e alla rapida evoluzione delle tecnologie, specie quelle informatiche, da un lato, e al cambiamento sociale e antropologico che ha investito la sfera personale e professionale, aumentando le transazioni relazionali, dall’altro, ci ha imposto ritmi di vita quotidiana troppo stringenti, che riducono dal 30% al 20% il tempo giornaliero destinabile al riposo, limitandone ulteriormente la valenza, se si considera oltre alla quantità, la qualità.

Come affrontare, quindi, la questione del sonno dei più piccoli, a livello familiare?

Si tratta di attenzionare due fattori in particolare: in primis, quantità, anticipando l’ora del riposo notturno, generando nelle ultime ore della giornata, un clima rilassato e conviviale, evitando di attardarsi in attività come lavorare e studiare; in secondo luogo, cercando nel sistema-letto, un valido alleato per migliorare la qualità.

Due le principali indicazioni degli esperti: spazio e composizione; da una parte, laddove possibile, destinare al sonno uno spazio più ampio, sostituendo i letti singoli con quelli almeno ad una piazza e mezza; dall’altra, sebbene il comfort sia un fattore molto soggettivo, fare attenzione a scegliere materassi in grado di restituire il giusto sostegno alla colonna vertebrale, in particolare, per evitare l’insorgere di dolori e patologie.

Resta fattore indiscusso, un interesse puntuale alla scelta dei materiali: un buon materasso, oltre a rispettare le normative ministeriali ed europee, in termini di salute, con opportune certificazioni, deve garantire rivestimenti anti-soffoco, anti-batterici e ipoallergenici, specie oggi, con l’aumento dei fattori esogeni inquinanti, che hanno notevolmente aumentato il livello di sensibilità, provocando l’insorgere sempre più frequente di allergie e asme di varia natura.

Ed è, quindi, responsabilità dei genitori, di scegliere “l’angelo custode dei sogni” dei propri figli, puntando su prodotti confortevoli ed ergonomici, realizzati con cura artigianale e materiali innovativi, rigorosamente Made in Italy.

E’ proprio il caso di dire che, se un tempo i sogni si conservavano nel cassetto, oggi è tempo di custodirli nel proprio materasso.

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