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Letti nel mondo: l’amaca

Chiamata “la culla degli dei”, fu portata in Europa da Cristoforo Colombo: stiamo parlando dell’amaca!

Dove nasce l’amaca. Questo singolare giaciglio ha origini lontane, sia nello spazio che nel tempo. L’amaca nasce nelle roventi terre del America del Sud, dove faceva da letto ben aerato e sicuro dal contatto con serpenti e insetti striscianti: vero e proprio letto sospeso, si componeva di un intreccio di fibre ricavate dall’albero di Hamack, pianta diffusa in quell’area geografica, legate alle estremità a degli alberi.

Si narra che Cristoforo Colombo, approdato nelle Americhe, carpì presto l’utilità di quel giaciglio e lo adottò per il riposo dei suoi marinai sulle navi, i quali fino a quel momento usavano dormire sui pavimenti in legno umidi e sporchi. A bordo delle caravelle, anche l’amaca giunse così in Europa.

Ecco una delle prime illustrazioni, che appare nel libro “La Historia General de Las Indias” del 1547.

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Come cambia. Per il loro incredibile potere rilassante, le amache erano conosciute presso gli indios come “culle degli dei”. Dopo l’Hamack, le fibre costituenti la trama furono ricavate dalla pianta di agave sisalana, realizzate con un filato chiamato proprio Sisal (impiegato anche poi per corde e ceste, data la sua robustezza e flessibilità).

Nel corso del tempo l’amaca è stata realizzata in diverse dimensioni e materiali, come il tessuto di cotone, che ne consente resistenza e tante colorazioni. A seconda delle preferenze, si può optare per una amaca con distanziatori in legno, che tengono la base d’appoggio “aperta”, o per un’amaca di solo tessuto, adatta alle persone che, a causa dei troppi movimenti durante il riposo, potrebbero cadere.

Inoltre, anche se non si è dotati di due alberi in giardino, esistono oggi amache da esterno e da interno autoportanti.

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L’amaca fa bene al sonno. Uno studio pubblicato su Current Biology afferma che il dondolio dell’amaca può fare davvero bene al sonno, perché modula alcuni parametri fisiologici del sonno umano. Così come accade ai bambini che vengono cullati, anche per gli adulti posti su un letto che oscilla lentamente è facilitata la transizione dallo stato di veglia allo stato di sonno. Gli studiosi della Swiss National Science Foundation suggeriscono che il movimento lento esercita un’azione sincronizzante con il ritmo del sonno interno al nostro cervello.

Un’amaca, dunque, può ricollegarci alla sensazione della culla e aiutarci a dormire meglio e prima.

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