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FOCUS: IL SONNO DEGLI STUDENTI 3

SPECIALE STUDENTI, n. 3

Si chiama TeenSleep ed è un progetto curato dall’University of Oxford: il suo obiettivo è dimostrare che, slittando l’orario di inizio delle lezioni scolastiche, il rendimento e l’apprendimento degli studenti possano solo giovarne. Nell’anno scolastico 2016-17, diverse centinaia di studenti inglesi tra i 14 e i 19 anni saranno coinvolte nello studio degli effetti generati da un riequilibrio del ritmo sonno-veglia, che attualmente risulta essere non adeguato per il fabbisogno dei ragazzi, dati i tempi scanditi dalla vita sociale degli ultimi anni.
Questo progetto nasce per dare risposta a una domanda che da tempo ci si pone non solo in Inghilterra: le abitudini di riposo degli studenti, sono davvero in linea con il loro fabbisogno di sonno per il ripristino cellulare ed energetico?

Secondo un’indagine già condotta nel 2006 dalla National Sleep Foundation, sono in particolare gli studenti dai 14 anni in su a soffrire maggiormente la deprivazione del sonno, dal momento che risulta difficile conciliare l’impegno che comporta il carico di studio con il tempo a disposizione durante la giornata. Gli studenti della fascia d’età interessata, riescono a mettersi a letto in media intorno alla mezzanotte, mentre l’inizio delle lezioni è in media alle 8:15, facendo risultare così il tempo medio del riposo di circa 7 ore, contro le 10 consigliate. Un ciclo che, ripetuto, si è osservato coincidere con una diminuzione dell’attenzione, fatica nella concentrazione, peggioramento nei successi scolastici e disturbi emotivi.

Gli esperti della Stanford Sleep Disorders Clinic spiegano che il bioritmo dei teenager dagli anni ’90 ad oggi è cambiato: fisiologicamente portati ad avvertire sul tardi la necessità di dormire, i ragazzi avrebbero bisogno di restare a letto di più – ma non troppo – rispetto ai bambini e agli adulti. Agli orari oggi stabiliti per convenzione, si è osservato che gli organismi giovanissimi non sono ancora mentalmente né fisicamente pronti. Infatti, giungendo più tardi la fase del sonno REM, la più produttiva e riposante, sarebbe necessario ritardare il risveglio, pena l’interruzione del riposo vero e proprio e perfino dei sogni! Lo specialista Rafael Pelayo afferma: “E’ come se non dessimo loro la possibilità di sognare”.
E, in effetti, è così. Interrompere il sonno profondo e i sogni genera insoddisfazione del bisogno e il costante pensiero “Voglio solo che questa giornata finisca, per tornare a casa e dormire”: da tale insoddisfazione seguono problemi più noti agli adulti nelle vesti di “svogliatezza, disinteresse, inefficienza”.
Per questo, se non sarà possibile posticipare gli ingressi a scuola per tempo ancora lungo, la comunità scientifica internazionale suggerisce una revisione delle abitudini dei ragazzi in età scolare, per favorire dei buoni ritmi sonno-veglia e per evitare conseguenze indesiderate:

  • Dimensione familiare. Innanzitutto è suggerita una maggiore presenza dei genitori o dei tutor: sarebbe bene invitare a pianificare lo studio pomeridiano, invece di annaspare fino a tardi tra i libri, mentre di sera sarebbe meglio una chiacchierata o una tisana insieme piuttosto che continuare a messaggiare fino a tardi al cellulare.
  •  Attività all’esterno. Agli studenti si consiglia di camminare preferibilmente nel percorso casa-scuola, provare a studiare all’aperto quando le condizioni meteo lo consentono, praticare regolarmente uno sport da esterno, dedicare del tempo alle relazioni amicali dal vivo e non virtualmente.
  • Sonni e sonnellini. Nel weekend, è consentito dormire un’ora in più, ma solo una, per non stravolgere il bioritmo; durante il giorno è sconsigliata la pennichella che superi i 30 minuti. Inoltre, sarebbe preferibile andare a dormire e risvegliarsi ad orari più regolari, in modo da non causare sofferenza all’organismo e al cervello.
  • Il letto. Va usato solo per dormire e per le coccole. Attività come lo studio o il guardare la tv dovrebbero essere svolte in luoghi diversi dalla camera da letto e da seduti. Mai restare forzatamente a letto se il sonno non arriva entro 20 minuti.
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